Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto ieri (23 settembre) a Washington il presidente cinese Xi Jinping, giunto negli Stati Uniti per una visita di tre giorni che metterà alla prova le relazioni tra le due superpotenze, mentre restano alte le tensioni su commercio, tecnologia, Taiwan e Iran.

Il primo viaggio di Xi negli Stati Uniti in quasi tre anni non dovrebbe portare a grandi svolte, ma Washington e Pechino potrebbero estendere la tregua commerciale in vigore da 11 mesi.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che i due Paesi hanno raggiunto un accordo informale per estenderla, mentre Trump ha accolto personalmente Xi alla Joint Base Andrews, nel Maryland, al suo arrivo, sottolineando l’importanza della visita. L’ambasciata cinese a Washington non ha rilasciato commenti immediati.

Durante la cerimonia di benvenuto, i due leader e le rispettive mogli si sono stretti la mano, hanno parlato per alcuni minuti e hanno posato per le fotografie mentre una banda militare suonava, i cannoni sparavano salve e un bombardiere militare B-1 sorvolava la base.

Secondo C-SPAN, che monitora gli eventi presidenziali, si è trattato della prima volta in 11 anni che un presidente degli Stati Uniti accoglie personalmente un leader straniero alla Joint Base Andrews. L’ultima cerimonia di questo tipo era stata organizzata nel 2015 per papa Francesco, durante la presidenza di Barack Obama.

“La Cina e gli Stati Uniti dovrebbero essere partner, non rivali”, ha dichiarato Xi in una dichiarazione scritta diffusa dall’ambasciata cinese, nella quale non viene fatto alcun riferimento a un accordo commerciale.

Segnali positivi sul commercio

Un accordo commerciale, anche se limitato, potrebbe contribuire a rasserenare i mercati globali, scossi dalla guerra dei dazi del 2025, che aveva portato all’imposizione di tariffe superiori al 100% tra le due maggiori economie mondiali. Bessent ha dichiarato al programma “Special Report” di Fox News che l’accordo estenderebbe la tregua fino al 10 gennaio. La tregua avrebbe dovuto scadere il 10 novembre.

Restano profonde divergenze. I due Paesi sono in disaccordo su questioni che comprendono i controlli sulle esportazioni di terre rare e chip informatici, i rapporti della Cina con l’Iran e il sostegno degli Stati Uniti a Taiwan.

L’incontro arriva in un momento difficile per Trump, che deve fare i conti con il malcontento dell’opinione pubblica nei confronti della sua guerra contro l’Iran. Xi, pur dovendo affrontare a sua volta delle difficoltà interne, arriva a Washington da una posizione apparentemente più forte, grazie a un settore commerciale cinese in piena espansione. Alcuni esponenti repubblicani considerano Pechino una minaccia esistenziale e guardano con cautela all’apertura amichevole di Trump nei confronti del Partito Comunista Cinese al potere.

Secondo persone a conoscenza dei piani, è probabile che Xi sollevi la questione delle rivendicazioni di Pechino su Taiwan, un tema che Washington preferirebbe evitare, mentre Trump dovrebbe mantenere rigidi controlli sulle esportazioni nonostante le obiezioni di Xi. Non è chiaro se Pechino aiuterà Trump a sbloccare la situazione di stallo nel conflitto con l’Iran.

I colloqui previsti per giovedì potrebbero comunque portare ad accordi per ridurre i dazi in specifici settori, cooperare nella lotta al traffico di droga ed espandere il dialogo tra le rispettive forze armate. Secondo le fonti, Trump dovrebbe inoltre chiedere la liberazione di alcuni cittadini statunitensi e di altre persone detenute in Cina.

I due Paesi potrebbero anche concordare di intensificare il dialogo sull’intelligenza artificiale, settore nel quale sono impegnati in una competizione serrata nonostante i rischi crescenti. Secondo gli analisti, gli stessi leader potrebbero non ritenere necessario scendere a compromessi.

“Il presidente crede fermamente che, nel tempo, l’economia statunitense crescerà e gli Stati Uniti diventeranno più forti”, ha dichiarato Edgard Kagan, ex funzionario della Casa Bianca e oggi membro del Center for Strategic and International Studies di Washington. “Credo che, quando Xi Jinping si siederà al tavolo con Donald Trump, sarà altrettanto convinto che gli Stati Uniti siano in un declino vertiginoso e che il tempo sia dalla parte della Cina”.

Il programma della visita

La visita sarà accompagnata da ulteriori cerimonie, tra cui una cena di Stato con importanti esponenti del settore tecnologico, una cerimonia militare alla Casa Bianca e una visita agli Archivi Nazionali, dove sono conservati gli originali della Dichiarazione d’Indipendenza e della Costituzione.

La cena di Stato di oggi (24 settembre) dovrebbe riunire i vertici di aziende importanti per entrambi i mercati, tra cui Tim Cook di Apple, Jensen Huang di Nvidia e Sam Altman di OpenAI.

Nonostante le profonde divergenze, entrambi i Paesi hanno portato avanti il vertice, che secondo gli analisti mira a proiettare un’immagine di stabilità tra la più grande potenza industriale e il più grande mercato di consumo del mondo.

Come nei loro due precedenti incontri dal 2025, i leader stanno preparando uno spettacolo altamente orchestrato. Invece di una conferenza stampa congiunta al termine dell’incontro, i due Paesi dovrebbero diffondere comunicati distinti, mettendo in evidenza ciò che ciascuna parte vuole comunicare al proprio pubblico interno.

Per Trump, il viaggio conclude una settimana di diplomazia iniziata con una permanenza di due giorni a New York in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Quasi sette mesi di guerra con l’Iran hanno fatto aumentare i prezzi dell’energia negli Stati Uniti, mentre il Partito Repubblicano del presidente si trova ad affrontare prospettive difficili in vista delle elezioni congressuali di novembre.

Xi ha supervisionato una forte crescita del commercio cinese, ma deve fare i conti con la debolezza della spesa delle famiglie e con la crisi del mercato immobiliare. Le vaste campagne anticorruzione nelle forze armate hanno contribuito a consolidare il potere di Xi, ma hanno anche sollevato interrogativi sulla preparazione dell’Esercito Popolare di Liberazione.

È considerato probabile un altro incontro tra Trump e Xi entro la fine dell’anno, potenzialmente in occasione del vertice della Cooperazione economica Asia-Pacifico (APEC) di novembre in Cina o degli incontri del G20 previsti negli Stati Uniti a dicembre.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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